Svolta nell’inchiesta sulla morte di Fabiana Piccioni, la 46enne trovata semi-carbonizzata il 9 gennaio scorso in una radura di via Cavoni, tra Giulianova e Mosciano. La Procura di Teramo ha individuato un primo indagato: si tratta di un uomo di origini albanesi, di circa 50 anni, su cui pendono accuse che vanno dallo spaccio di droga alla morte come conseguenza di altro reato, fino all’occultamento di cadavere.
Le indagini, condotte dai Carabinieri delle Compagnie di Teramo e Giulianova sotto il coordinamento della PM Greta Aloisi, hanno portato a perquisizioni e sequestri nella notte, nella casa dell’indagato. L’uomo, inizialmente irreperibile, è rientrato sul territorio nazionale, ricevendo un avviso di garanzia. Gli investigatori vogliono capire se abbia agito da solo o con la complicità di altri.
Nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Teramo, il procuratore Ettore Picardi e il colonnello Pasquale Saccone non hanno escluso nuovi sviluppi, sia per altri soggetti coinvolti, sia per ulteriori reati. In particolare, l’attenzione è ora puntata sulle tracce di DNA trovate sul corpo di Fabiana, inviate al RIS di Roma per le analisi.
L’inchiesta si è avvalsa di testimonianze, intercettazioni e immagini di videosorveglianza, permettendo agli inquirenti di ricostruire gli ultimi giorni di vita di Fabiana, scomparsa da casa il 2 gennaio. In questi mesi sono state ascoltate oltre 70 persone per chiarire le circostanze della sua morte.
L’autopsia ha stabilito che Fabiana non è stata vittima di femminicidio. Il decesso è avvenuto a causa di un mix di droghe, tra cocaina e oppiacei, che avrebbe provocato un arresto cardiocircolatorio. Resta però da capire chi fosse con lei nelle ultime ore, perché nessuno l’abbia soccorso e chi abbia trasportato il suo corpo fino al luogo del ritrovamento, abbandonandolo e cercando di bruciarlo per cancellare le tracce.
L’indagato non è al momento a rischio arresto, poiché le accuse nei suoi confronti non giustificano una misura cautelare, né sussiste, al momento, pericolo di fuga o inquinamento delle prove.
Gli inquirenti sono vicini a chiudere il cerchio su questo caso complesso, che ha scosso la comunità di Giulianova. L’esito delle analisi del DNA potrebbe fornire l’elemento decisivo per stabilire eventuali responsabilità dirette o complicità nella gestione del cadavere di Fabiana Piccioni